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La Cattedrale e la Cripta

La Cattedrale e la Cripta

 

La Cattedrale

 

Il percorso alla scoperta di questo piccolo borgo inizia da Piazza Duomo dove, da subito, si possono ammirare la Cattedrale e la Cripta.

La Cattedrale è dedicata a San Nicola (vescovo di Myra, attuale Demre in Turchia) e forma con le strutture edilizie dell’episcopio un complesso monumentale autonomo rispetto alla compagine edilizia di San Marco.

Di fondazione normanna per molti secoli ha conservato l’impianto originale e poi tra il XVII e il XVIII secolo ha subito integrazioni barocche che ne hanno snaturato i caratteri originali. Fu danneggiata dai terremoti del 1905 e del 1908 e per questo motivo venne poi ristrutturata. La navata minore, lungo il fianco sinistro, ospita la cappella della Madonna del Rosario. Secondo una leggenda questa statua guarì la popolazione di San Marco dalla peste del 1700.

Nel corso dei lavori tornò alla luce la struttura sottostante ossia la Cripta normanna che venne compresa nel progetto di ricostruzione curato dall’ufficio pontificio delle case parrocchiali insieme alla soprintendenza.

 

 

Cripta

 

La Cripta normanna fu edificata su un piccolo pianoro come parte integrante della Motta.

Alla struttura si accede mediante due scale interne che mettono in comunicazione l’opera con la Cattedrale sovrastante e una porta principale che la mette in comunicazione con l’esterno.

La Cripta normanna per diversi secoli fu utilizzata come luogo di sepoltura di vescovi, d’ ecclesiastici e di laici. In seguito rimase chiusa per decenni, quasi dimenticata.

La svolta e il ritorno alla luce si ebbe nel 1935 per volontà di Mons. Demetrio Moscati, che fece risistemare la Cripta rimuovendo le sepolture e le divisioni interne.

Oggi la struttura, racchiusa nelle sue spesse mura, conserva la sua tranquillità evidenziata dalla presenza di una cappella dedicata al Beato Mons. Castrillo e del mezzo busto di San Francesco da Paola alla quale è attribuito il miracolo della “Scivolenta”. Si narra che nel 1855 un contadino di Sant’Agata d’Esaro disubbidì al volere di San Francesco da Paola che gli era apparso, e quest’ultimo lo accecò. In seguito il contadino giunse presso la curia vescovile di San Marco per accertare la sua cecità e in quell’occasione venne celebrata una messa durante la quale la statua di San Francesco, esposta durante la funzione, gli ridonò la vista. 

 

 

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